Ricaboni

 

Per sapere come tutto è cominciato occorre tornare alla fine dell’ultima guerra, in un’officina di Lodi (la si può ancora

vetturinaindividuare in Via Milano, quasi di fronte al Palazzo di Giustizia) ove s’aggiustano motori,telai e carrozzerie di qualsiasi

veicolo. A condurla Luigi Bertoni (zio di Ricaboni Giuseppe), artigiano ben noto anche fuori dal circondario per gli

impianti di alimentazione e gassogeno prodotti in tempi di benzina introvabile e per i camion e le autovetture che

preleva semidistrutti dai campi di recupero e riporta in vita di colpi di estro e di ingegnose soluzioni.

 

Non appena vede avviarsi la ricostruzione e la ripresa economica Bertoni si lascia sedurre dal fascino e delle potenzialità commerciali della moto, presentandosi ai concittadini con un mezzo forse inadatto a conseguire immediatamente successi di vendita, ma certamente di richiamare l’attenzione sui suoi primi passi di costruttore: una sportivissima 125 cm a due tempi e due cilindri verticali fronte marcia, pistone e deflettore, due carburatori ai lati esterni del gruppo termico,cambio a tre rapporti, forcella a parallelogramma in tubi e ammortizzatori posteriori a compasso.

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Questa prima Moto Bertoni debutta nell’agosto 1948 sul circuito di Lodi (manifestazione velocistica organizzata dal locale Moto Club Emilio Marchi, di cui Luigi pè direttore sportivo) e l’anno dopo vi conquista il secondo e sesto posto, condotta rispettivamente da Nino Bertoni figlio del costruttore, e dal cliente Battista Soresini.

Nel biennio 49-50 seguono altre onorevoli esibizioni in gare del circondario, tanto che la moto suscita le interessate attenzioni dei tecnici scooter leggero si concluderà nel 1956 dopo una produzione approssimativamente di 1150 esemplari, la maggior parte dei quali venduta in Belgio e Lussemburgo tramite gli Etablissements Decomotor di Bruxelles e sul mercato nazionale, specie in Sicilia, Sardegna e Campania.

Per sostenere le vendite, Bertoni va pure alla caccia dell’indispensabile pubblicità approntando il Daino 125 Competizione, ottenuto dal connubio del solito bicilindrico del 1948/49.

crosNel 1953 Bertoni crea il Fanfullino, un motorino ausiliario a 2 tempi che sfoggia l’interessante particolarità del rullo di trasmissione scombinabile in sue pezzi: per sostituirlo bastava agire su una vite passante dopo aver tolto la ruota posteriore della bicicletta, senza dover smontare nè il volano nè altre parti del propulsore, in questo il Fanfullino si rivela piu funzionale rispetto all’Aquilotto della Bianchi.

La storia si conclude poco dopo gli anni 50 a causa dell’improvvisa chiusura del mercato belga per effetto di una legge che preclude le piste ciclabili alle motorette prive di pedali, facendo crollare di colpo le vendite del Daino. L’organizzazione troppo artigianale della
fabbrica, che richiederebbe ingenti investimenti per l’ampliamento e la modernizzazione, 20 milioni di lire che prendono il volo assieme ad un “furbo” distributore napoletano e le difficoltà di costituire una valida e capillare rete di vendita, consigliano Luigi Bertoni a non rischiare oltre.

Egli torna così all’originaria attività di autoriparatore schierandosi negli anni 70 nel campionato Europeo 2cv Cross preparando la vettura della concessionaria Luppi di Lodi e Mobelli nei primi posti nelle classifiche Europee e Italiane.

 

L’autofficina Ricaboni si trova a Corte Palasio in provincia di Lodi, siamo specializzati nella riparazione, manutenzione, elaborazione e restauro delle Citroen 2CV e dei modelli derivati come le Dyane, le Mehari, le AMI, le furgonette AU, AZU, AK ed Acadiane. La passione per queste vetture ci ha portato attraverso i decenni a vivere le varie “ere” delle bicilindriche degli anni ‘70 e ’80: le modifiche per le preparazioni alle gare di 2cv cross, la 24h di spa e le varie mode e tendenze che si venivano via via creando….

 

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